FIAP - Federazione Italiana Atletica Pesante

 

dalla FIBAt alla FIAP:

STORIA MODERNA DI UNA PASSIONE ANTICA

 

La FIBAt, Federazione Italiana Biathlon Atletico, nasce come associazione sportiva privata agli albori del nuovo millennio (gennaio 2000), con l’intento di promuovere e diffondere il biathlon atletico, sport multidisciplinare nato agli inizi degli anni ’80 su iniziativa della FederPesistica di allora (FILPJK) e consistente in una prova di distensione su panca orizzontale (bench press) e una prova di corsa su distanza di mezzofondo, originariamente 2 miglia campestri, che volevano rappresentare le due atletiche dell’antica dicotomia greca (da athlon, tutto lo sport allora conosciuto): l’atletica pesante con la prova di forza su panca, in opposizione al sovraccarico e l’atletica leggera tramite la corsa.

I fondatori della FIBAt – tra gli altri: Giovanni D’Alessandro, Giorgio Agostinoni, Fabrizio Lorenzi e Marco Giovannini – provenivano in prevalenza dalla AINBB, Associazione Italiana Natural Body Building, che, per scelta dell’allora presidente Marco Bartoli poi confermata da Giandomenico Grosso, aveva trasformato la seconda “B” come lettera iniziale della parola biathlon.

L’AINBB, nei primi anni ’90, aveva a sua volta raccolto l’eredità della citata FILPJK per organizzare un circuito autonomo di gare di biathlon, in precedenza lasciate ad eventi sporadici e non collegati tra loro da parte di alcuni Comitati Regionali della Federazione CONI.

Fondamentale in quel periodo, quale elemento di raccordo tra le FSN CONI e l’associazione sportiva privata AINBB, era stata l’opera di Carlo Gamberini, già direttore dell’impianto FILPJk a Ostia Castel Fusano (l’attuale Pala Pellicone), dove furono organizzati i mondiali di lotta del 1990, poi direttore del Centro FISE dei Pratoni del Vivaro a Roma, quindi del Centro Federale FIDAL di Schio (VI), che collaborò proficuamente con il settore biathlon atletico AINBB costituito in parte dai tecnici sopra citati, che avrebbero poi  portato avanti il percorso intrapreso nella nuova struttura FIBAt.

Originale il sistema di attribuzione dei punteggi e quindi i criteri di classifica delle prove di gara del biathlon atletico.

La prova di bench press, inizialmente eseguita senza il fermo al petto introdotto proprio dalla AINBB e confermato dalla FIBAt, assegnava un punteggio derivante dai coefficienti analitici della tabella Sinclair, in uso in campo pesistico, nel rapporto tra peso corporeo e peso sollevato.

La prova di corsa, invece, era stata originariamente classificata da Stelvio Beraldo – Maestro dello Sport, docente e analista della FILPJK – tramite i punteggi di un’antica tabella svedese per corse campestri. La AINBB, prima e la FIBAt, poi, mutano la distanza di percorrenza, che passa dalle 2 miglia ai 5000 mt. maschili e 3000 femminili, elaborano nuove tabelle di punteggio e trasferiscono l’alveo della prova di corsa da disputarsi prevalentemente in pista.

L’idea di introdurre le gare in pista, che affiancano ma non eliminano quelle campestri, è rivelatrice di una volontà da parte della Associazione di voler rendere ufficiali e confrontabili i risultati conseguiti.

Tale orientamento è testimoniato pure dalla scelta del logo che caratterizzerà nel corso degli anni la FIBAt: un atleta esegue la prova su panca adiacente ad una pista curvilinea, che sembra partire da quel punto verso un traguardo indefinito, dove si proietta un atleta in corsa (lo stesso o un altro, variamente interpretabile).

Il logo in questione apparteneva alla Minerva Roma di Claudio Saliola, orafo romano e promotore di svariate iniziative sportive nella capitale, che con il trofeo “G. Saliola” – in ricordo del padre, pioniere dello sport italiano in Eritrea – era stato il primo grande diffusore del biathlon atletico, costruendo trofei in preziosi raffiguranti elementi atletici dell’antichità greca e romana da porre in palio nelle competizioni. Saliola, eletto Presidente onorario della FIBAt, aveva proposto egli stesso l’utilizzo di quel simbolico disegno per la nascente associazione federale.

 

La Presidenza operativa fu invece offerta a Maurizio Perazzolo, noto imprenditore sportivo nella zona a sud della capitale verso il litorale, appassionato sportivo che più volte per decenni offrì le proprie strutture quali sedi di eventi sportivi di settore.

Trattandosi appunto di sport multidisciplinare, la FIBAt si conforma a realtà sportive pre esistenti; quindi ricorre per l’arbitraggio della prova di panca ai giudici della FIPL (Federazione Italiana Powerlifting), competenti per materia, prima di formare essa stessa un proprio corpo arbitrale; infatti già dal 1992, ai tempi dell’AINBB,  era emersa preziosa per l’Organizzazione del biathlon la persona di Enrico Violanti di Rimini, figura di spicco nel panorama del powerlifting italiano, uno dei Padri fondatori della FIPL e arbitro internazionale che, presentato all’epoca da Alberto Sorinari di Guastalla, affiancò per anni l’attività, sia dell’AINBB sia della FIBAt, assicurando la formazione degli arbitri e contribuendo in modo decisivo alla prima stesura dei regolamenti tecnici.

Per la prova di corsa ci si avvale di giudici FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) e dei vari comitati provinciali della FICr (Federazione italiana Cronometristi).

A partire dal 2004 la FIBAt affianca, con periodicità, all’organizzazione delle gare di biathlon quella delle competizioni di single lift; in particolare nascono e diventano “classiche” il “Trofeo Center Line” di bench press ed il “Trofeo Deadlift” di stacco da terra che raggiungeranno, rispettivamente, 16 e 15 edizioni.

Molte di queste competizioni vengono svolte presso i locali della SSD Center Line, storica palestra romana del Maestro Giulio Ferrante.

Il successo di partecipazione a tali manifestazioni fa tuttavia da contraltare in quegli anni ad un calo di interesse nei confronti del biathlon e induce la FIBAt a concentrarsi sulle alzate di potenza; l’associazione di fatto modifica dunque la propria denominazione, lasciando inalterati il logo e la sigla per motivi di notorietà già acquisita ma trasforma il significato dell’acronimo F.I.B.At.  da Federazione Italiana Biathlon Atletico a Federazione Italiana Biathlon e Atletica pesante.

Nel 2006 si svolge l’ultima competizione di biathlon atletico sotto egida della FIBAt, che a decorrere dall’anno successivo si dedicherà esclusivamente a manifestazioni incentrate sulle specialità del powerlifting (bench press e stacco da terra), facendo proprio in gran parte il regolamento internazionale IPF, come applicato in Italia dalla FIPL, federazione nella quale militano ormai da anni, a vario titolo e con diversi ruoli o incarichi, molti dei componenti della stessa FIBAt.

Nel 2016 all’interno della FIBAt si verifica un’ampia trasformazione nelle cariche, un ricambio di uomini e un’alternanza di vertici con innesto di nuove risorse umane e tecnologiche.

A livello agonistico, in quell’ultimo periodo di attività, sono promossi i Grand Prix, ovvero gare non complete di powerlifting ma combinate da più specialità di alzate ed i Criterium, ossia competizioni basate su specialità note e antiche ma differenti da quelle inserite ufficialmente nei contest delle discipline di pesistica o powerliftng.

La più importante novità dell’ultimo corso FIBAt e quindi all’inizio di quello FIAP è la nuova piattaforma in Access di conduzione gare ad opera del gruppo EMS Pl, coordinato e diretto da Claudio D’Alessandro: un programma unico nel suo genere che ha poi ispirato altri al ricorso di sistemi analoghi e che è stato tra i fattori decisivi del lancio dei nuovi eventi di Powerlifting e, più in generale, di Atletica Pesante della trasformata FIBAt.

Il successo di dette manifestazioni si concretizza nell’incremento delle partecipazioni, che passano in maniera abbastanza repentina da una media di 60/70 atleti presenti nelle precedenti gare di specialità a 90/100 concorrenti e inducono gli Organizzatori a ritenere maturi i tempi per realizzare un vecchio sogno, cioè costituire un’Associazione riconosciuta   da affiliare contestualmente ad un Ente di Promozione Sportiva a sua volta riconosciuto dal CONI, che si dedichi all’Atletica Pesante, nel suo significato più tradizionale e in particolare – in linea peraltro con i tempi moderni – al powerlifting, nel rispetto della legislazione sportiva e di Organismi federali già consolidati sul territorio, facendo pertanto tesoro di quanto realizzato nel settore da chi l’ha preceduta e tuttavia in totale autonomia normativa e operativa.

Nel dicembre 2018, nove tra tecnici, arbitri, dirigenti, atleti e semplici appassionati sportivi danno vita alla ASD FIAP, acronimo di Federazione Italiana Atletica Pesante, con sede in Roma, regolarmente registrata e iscritta al Registro CONI mediante gli EPS a cui annualmente si affilia. Come atto conseguente, dalla stagione agonistica 2019, la vecchia FIBAt cessa di esistere e viene consegnata alla storia dei pionieri del biathlon atletico e dei cultori dell’Atletismo nell’accezione più pura.

Tre anni dopo, sul finire del 2021, la FIAP muta ancora la propria ragione sociale divenendo ASD FIAP Polisportiva, aprendo quindi diversi settori al proprio interno e ponendo le basi per creare in futuro una struttura ancor più perfezionata e capillare di affiliazioni e tesseramenti legati al CONI, che possano costituire il fondamento di un percorso lungo, incerto ma suggestivo verso una DSA, a corollario dei sogni e degli sforzi di tutti quanti si sono trovati a prendere parte a questo cammino e a condividere la nostra suggestiva avventura.