Nasce la FIAP

Le radici nel passato, lo sguardo nel futuro…

Di solito siete abituati a leggere i resoconti di vicende agonistiche degli atleti SAP, che spesso ambiento in una sceneggiatura riferita ad un’ improbabile epoca storica condita con ironie e giochi di parole, di contorno ad una gara o ad una trasferta con l’intento di porre l’atleta al centro di un racconto dove sia protagonista, sia pur nello spazio di pochi capoversi, assegnando in premio ai suoi sforzi un riconoscimento morale e platonico in uno sport dove sono assenti altri tipi di compenso più materiali.

Giunti al termine della stagione agonistica e quando ormai si affaccia quella che sta per cominciare, avremmo sufficiente materiale per imbastire nuovi racconti incentrati sui Tony’s in gara; storie di un genere letterario che taluni con malcelata invidia definiscono “epico” e che tanto infastidiscono i guitti del web.

Si potrebbe parlare della finale del Campionato Classic, dove erano presenti sette atleti SAP e del nuovo record di squat raw femminile ottenuto nella -57kg open oppure delle imprese dei nostri master con il prossimo impegno internazionale in terra ungherese o del convincente rientro in Coppa Italia di mamma Thay, subito premiato con la convocazione in nazionale ai prossimi Europei equipped del mese di maggio.

Tuttavia in questa sede preferisco virare dal tracciato consueto per raccontarvi un’altra storia, a mio avviso altrettanto importante.

Mercoledì 16 gennaio si è concretizzata, pure sotto l’aspetto giuridico, la nascita di quel che era un antico sogno ed ora speriamo possa diffondersi ed essere apprezzata come realtà importante in tutto il nostro mondo di sollevatori del ferro e – perché no – anche al di fuori di esso.

“La FIAP c’è!”; con questa scarna ma efficace affermazione l’amico e Vice Presidente Masala informava tutto il Consiglio Direttivo dell’avvenuta registrazione del nostro sodalizio presso l’Agenzia delle Entrate: un passo apparentemente solo burocratico, che tuttavia rappresentava in maniera palese la nostra determinazione nel voler creare un’Associazione di stampo federale volta a promuovere e diffondere con organizzazioni meticolose, calendari agonistici, regolamenti ufficiali e procedure professionali lo svolgimento di manifestazioni concernenti in prevalenza il powerlifting, le sue specialità ed eventualmente le discipline ad esso afferenti o complementari.

Il nome prescelto, “Federazione Italiana Atletica Pesante”, risente di reminiscenze terminologiche storiche molto care a me come penso a tanti appassionati e cultori della storia antica e delle tradizioni tramandate nei paesi latini e nell’area mediterranea ovviamente comprendenti l’attività sportiva.

Nell’antica Grecia, ai tempi delle prime Olimpiadi, la parola Athlon raffigurava di fatto tutto lo sport allora conosciuto e praticato, da cui il moderno termine di Atleta – generico per ogni disciplina – vuole appunto indicare il praticante agonista dell’attività sportiva.

L’Atletica era, all’epoca, l’insieme delle discipline sportive che curavano la forza e l’armonia del corpo e, sostanzialmente, si divideva in due settori:

1) l’Atletica Leggera, che comprendeva – come oggi – le corse piane e ad ostacoli, i salti ed i concorsi (i lanci);

2) l’Atletica Pesante che riuniva inizialmente gli sport di combattimento e poi tutte le specialità dove fosse preponderante (e non semplice componente) l’uso della forza intesa come qualità fisica per opporsi ad un avversario o per vincere una resistenza esterna oggetto.

Ecco perché in tale ultimo contesto era possibile trovare il pugilato, la lotta (in seguito divenuta greco romana), le prime gare con gli “alteres” (gli antichi pesi) ed il pancrazio (una primitiva forma di lotta molto feroce e presto scomparsa).

Con il trascorrere dei secoli e lo svilupparsi e propagarsi di tante discipline sportive non catalogabili secondo le vecchie categorie (soprattutto gli sport di squadra prima quasi sconosciuti), il termine Atletica Pesante – tornato in auge nell’800 – è progressivamente caduto in disuso, lasciando tuttavia superstite e vitale il suo opposto di Atletica Leggera che – appunto in quanto isolato – non è più etimologicamente chiaro per quale motivo sia tale, cioè “leggera” e rispetto a cosa.

Agli inizi del novecento, probabilmente influenzati dalla temporalmente vicina prima edizione delle Olimpiadi moderne, fortemente volute dal barone De Coubertin e svoltesi ad Atene nel 1896, la nascente Federazione Italiana deputata ad occuparsi del Sollevamento olimpico scelse proprio l’acronimo FIAP in omaggio al suo significato, per poi abbandonarlo negli anni a seguire con svariate trasformazioni della propria denominazione.

Le ricerche da noi svolte hanno appurato che non si era provveduto, ne’ all’epoca ne’ dopo, a rendere tale sigla un marchio registrato e ciò ha dunque consentito al nostro gruppo di riutilizzarlo con differenti finalità atletiche e poter quindi far rivivere l’antica, forse obsoleta ma per noi orgogliosamente significativa, dicotomia dell’Atletica nella sua accezione originale.

Sul finire dello scorso anno, domenica 9 dicembre, con una furtiva riunione in stile carbonaro, è stata data vita alla FIAP sotto il profilo statutario.

L’intento dei Padri Fondatori è di recepire la passata esperienza di organizzatori , tecnici, arbitri, allenatori ed atleti per proseguire un percorso già di fatto avviato con la FIBAt sin dai tempi del biathlon atletico e trasferita ai giorni nostri con progressive e decisive trasformazioni al fine di predisporre e guidare un’attività atletica, in prevalenza nel powerlifting, che si collochi in quell’area intermedia attualmente priva di punti di riferimento situata tra l’attività ufficiale della principale federazione riconosciuta ai massimi livelli internazionali e la promozione sportiva; quest’ultima perlopiù lasciata ad eventi episodici, talvolta improvvisati, non collegati tra loro, spesso organizzati in modo discutibile o comunque non amministrati da regole e procedure certe, sia nella predisposizione approssimata quanto nella applicazione difforme, non del tutto in grado pertanto di accrescere e diffondere un agonismo di base che possa poi compiutamente sfociare nella attività federale di più alto tenore sopra accennata.

Le considerazioni enunciate valgono ancor più se si considera l’assenza a Roma e in generale nel Centro Italia di una capillare organizzazione di competizioni aventi ad oggetto il powerlifting completo e l’evidente difficoltà nello svolgimento di attività amatoriale o agonistica di base nel Centro Sud Italia per la lontananza con la principale sede del powerlifting nazionale, teatro delle più importanti competizioni di settore.

Non è casuale neppure la scelta dei colori nel logo: la scritta celeste su sfondo bianco richiama i colori della bandiera greca e quindi di quell’Ellade in cui l’Atletica Pesante sorse in armonica contrapposizione all’Atletica Leggera; il nero del bilanciere e il rosso convenzionale dei dischi da 25kg. si rifanno insieme al bianco ai tre colori presenti nel logo della FIBAt, che non cade nel dimenticatoio ma resta a salvaguardia di uno “storico” di competizioni iniziato nel 2000 con il biatlhon atletico e poi proseguito, dal 2004 fino a novembre scorso, con le prime edizioni del “Trofeo Center Line” di bench press e del “ Trofeo Deadlift” di stacco da terra.

Personalmente la mia storia di organizzatore di eventi sportivi ha inizi che si perdono negli anni: addirittura nel ’74, non ancora dodicenne, fui incaricato dai miei capi boy scout di organizzare i giochi sportivi estivi del mio “branco di lupetti”; da adulto, nel 1988, collaborai con Claudio Saliola all’organizzazione del Criterium Nazionale di biathlon FILPJK (l’allora federazione di lotta, pesi judo e karate), con l’innovativo trasferimento su pista di atletica per quanto concerne la prova di corsa e quindi all’interno di uno stadio.

L’esperienza del biathlon proseguì con l’assunzione in prima persona del menzionato impegno e vide nel corso degli anni l’interessamento diretto di alcune medaglie d’oro olimpiche (da Daniele Masala del Pentathlon Moderno a Maenza della lotta greco romana fino al duecentometrista Pietro Mennea) fin quando, per ragioni su cui è inutile soffermarsi ora, fui tra i promotori del trasferimento del biathlon atletico (che prevedeva la prova di distensione su panca) all’interno dell’AINBB che, per l’occasione (parliamo del ’92), mutò temporaneamente il proprio nome da Associazione Italiana Natural Body Building in Associazione Italiana Natural Body Building e Biathlon e della quale divenni Vice Presidente esecutivo per il biathlon atletico nel ’95.

Proprio l’esperienza del biathlon delle due atletiche (leggera e pesante, appunto) mi ha accompagnato fino agli inizi del nuovo millennio allorché, insieme ad altri cultori del settore, fu data vita alla FIBAt.

In questa nuova avventura che ora mi accingo ad intraprendere sarò affiancato da atleti, arbitri e appassionati già collaudati a vario titolo nell’ambito dell’organizzazione sportiva e ciascuno autorevole esperto nel proprio campo, con attitudini, professionalità, curriculum e titoli specifici che saranno messi al servizio di tutti. Quello che è stato il gruppo che dal 2016 ha consentito alla FIBAt il salto di qualità nell’allestimento organizzativo dei contest di specialità del powerlifting costituirà ora, ulteriormente implementato, il nuovo affiatato team che si prefigge di far decollare l’Atletica Pesante a Roma e nel Centro Sud Italia.

Non è del resto un caso se, proprio in occasione dell’esordio con il I Classic FIAP, che avrà luogo il 30 e 31 marzo pp.vv. (vd notizie in questa pagina), sarà presente a porgere il proprio saluto a nome della Federazione Italiana Powerlifting il Presidente FIPL, Sandro Rossi. E’ stato infatti lui, durante una riunione informale avvenuta nel mese di dicembre e precedente ad una gara di powerlifting, ad incoraggiare le nostre scelte invitandomi ad apporre negli inviti di gara, a fianco alla sigla FIAP, la dicitura “gemellata con la FIPL”.

Auspico, quindi, che tutti coloro che desiderano avviarsi alla pratica agonistica amatoriale o professionale nel variegato mondo dell’Atletica Pesante possano trovare nella FIAP un approdo sicuro per la propria realizzazione sportiva ed eventualmente, per i più motivati e meritevoli, un solido trampolino di lancio verso le competizioni ufficiali della più importante Federazione Italiana di Powerlifting, come d’altronde spesso avvenuto in passato per molti giovani lifters successivamente affermatisi a livello nazionale e internazionale.

L’augurio che rivolgo, a nome della FIAP, è che vi accompagni sempre la forza in tutte le sue espressioni: fisica, morale e pensante…

…con i saluti di Tonymusante.